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CENTRO DI RIABILITAZIONE POLIVALENTE A ROMA

Decadimento cognitivo

Il decadimento cognitivo è la perdita di funzioni cerebrali come memoria, linguaggio, attenzione e capacità di giudizio. Può variare da un lieve calo fisiologico legato all'età a condizioni più serie come il Mild Cognitive Impairment (MCI), fino a forme di demenza irreversibile che compromettono l'autonomia quotidiana.
Sintomi Principali
  • Perdita di memoria: Dimenticanze frequenti di eventi recenti o appuntamenti e tendenza a ripetersi.
  • Difficoltà di linguaggio: Avere problemi a trovare la parola giusta durante una conversazione.
  • Disorientamento: Perdersi in luoghi familiari o confondere date e orari.
  • Calo esecutivo: Difficoltà a gestire le finanze, pianificare compiti complessi o risolvere problemi.
  • Cambiamenti di umore: Apatia, irritabilità, ansia o isolamento
Non tutte le forme di declino sono permanenti. Le cause comprendono:
  • Malattie neurodegenerative (es. Malattia di Alzheimer).
  • Cause reversibili: carenze vitaminiche (es. Vitamina B12), problemi alla tiroide, infezioni o effetti collaterali di farmaci.
  • Fattori vascolari (ictus, ipertensione).
  • Prevenzione e Cura
  • Sebbene le malattie neurodegenerative non abbiano una cura risolutiva, una diagnosi precoce consente di rallentarne la progressione. È possibile, inoltre, prevenire o rallentare il decadimento attraverso uno stile di vita sano:
  • Attività fisica regolare: favorisce la salute cardiovascolare e cerebrale.
  • Dieta equilibrata: un'alimentazione ricca di antiossidanti e omega-3 protegge i neuroni.
  • Allenamento mentale: stimolazione cognitiva continua tramite lettura, giochi di memoria o apprendimento di nuove competenze.
  • Socializzazione: mantenere relazioni attive aiuta a preservare la salute psicologica e cognitiva
  • Per approfondire o trovare centri specializzati nella valutazione della memoria e delle funzioni cognitive, puoi consultare i servizi offerti dal Centro Arcobaleno 85
  • Durante il naturale processo di invecchiamento, in genere, è fisiologico assistere a un leggero calo nelle funzioni cognitive, soprattutto in relazione alla memoria. In certi casi, tuttavia, questa condizione può sfociare nel disturbo cognitivo lieve (noto come MCI, Mild Cognitive Impairment), che produce un deficit della memoria evidente e non più trascurabile, o nelle forme più gravi di demenza.
  • I numeri di queste patologie sono rilevanti: in Italia, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 900 mila le persone affette dal disturbo cognitivo lieve e circa 1 milione quelle con demenza.
  • Il decadimento cognitivo è una condizione che intacca il regolare funzionamento delle principali funzioni cognitive: la memoria, il linguaggio, la comunicazione, l’attenzione, la percezione visiva e spazio temporale, la programmazione motoria.
  • In presenza di questi sintomi, specie dopo i 65 anni, è bene consultare un medico per accertarne le cause. Un percorso diagnostico precoce, infatti, può evidenziare eventuali rischi degenerativi, consentendo un intervento tempestivo e ottenere, in questo modo, i benefici garantiti dai trattamenti disponibili.
  • Il disturbo cognitivo lieve, pertanto, è una risultanza clinica che si pone a metà strada fra il naturale invecchiamento della persona e l’insorgere della demenza: spesso non compromette le attività abituali del soggetto colpito e non invalida la qualità della vita, perché coinvolge in misura superficiale solo alcune aree. Tuttavia, pregiudica la capacità di svolgere compiti complessi e può anticipare un quadro peggiorativo, fino alla demenza o all’Alzheimer.
  • Il primo segnale che permette di riconoscere il decadimento cognitivo, di solito, è la perdita di memoria, intesa come piccole dimenticanze che, progressivamente, diventano sempre più frequenti e preoccupanti. I tempi e le modalità con cui si manifestano i sintomi iniziali possono variare da soggetto a soggetto.
  • Oltre ai vuoti di memoria, possono verificarsi:
  • difficoltà di concentrazione;
  • una maggiore facilità a distrarsi;
  • stati confusionali e una sensazione di smarrimento in contesti sociali sconosciuti;
  • problemi nel linguaggio, sia scritto che parlato;
  • sbalzi d’umore ed eccessi di rabbia.
  • Con l’avanzare del decadimento cognitivo lieve, i disturbi possono diventare invalidanti, fino a pregiudicare la normale vita quotidiana, con una progressiva perdita dell’autonomia da parte della persona e la necessità di avere un aiuto quotidiano e assistenza 24 ore su 24. Tuttavia, è bene precisare che non tutte le persone con MDI vanno verso forme gravi di declino cognitivo.
  • A titolo esemplificativo, fra i campanelli d’allarme più frequenti che possono annunciare una fase moderata di demenza, citiamo:
  • dimenticare cosa si è fatto da poco, dove si è lasciato o visto qualcosa;
  • non ricordare date, impegni, appuntamenti ed eventi importanti della vita personale;
  • confondere date e festività;
  • ripetere più volte, all’interno di una conversazione, la stessa domanda e non memorizzare le risposte;
  • perdere interesse per le passioni, le attività abituali e gli hobby;
  • manifestare irritabilità e scatti d’ira con familiari e amici.

In questi quadri clinici la prevenzione gioca un ruolo molto importante, se ritieni di presentare alcuni di questi sintomi rivolgiti ai nostri specialisti per intraprendere il percorso riabilitativo che può arginare il progredire della malattia
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