Osteoporosi
La parola significa letteralmente OSSO POROSO perché è una patologia che porta ad un’alterazione della microarchitettura del tessuto osseo che si deteriora insieme ad una diminuzione della massa ossea.
Questo predispone ad un maggiore rischio di frattura in quanto le ossa diventano più fragili.
Può essere:
- Primaria quindi direttamente legata al processo d’invecchiamento in età senile oppure post-menopausale a causa della carenza dell’ormone estrogeno nella donna e dell’ormone testosterone nell’uomo
- Secondaria a causa di malattie endocrine, del sangue e all’assunzione di alcuni farmaci
Importanti fattori di rischio sono costituiti da un’alimentazione scorretta e carente di calcio, la sedentarietà, la menopausa precoce, l’abuso di alcol, di caffè, il fumo.
L’osteoporosi non provoca dolore come sintomo ma aumenta il rischio di frattura: le sedi più frequenti sono all’articolazione dell’anca, alle vertebre (crollo vertebrale che può avvenire anche spontaneamente) e ai polsi, e possono avvenire anche per traumi banali vista la maggiore fragilità delle ossa
La diagnosi si basa sull’esame più affidabile e conosciuto, la densitometria ossea (Moc/Dexa) che valuta la densità e la quantità minerale dell’osso. Viene fatta regolarmente per monitorare l’andamento e l’evoluzione dell’osteoporosi nel tempo.
A seconda del risultato dei parametri (T-score e Z-score), se il T-score è compreso tra -1 e -2,5 si parlerà di osteopenia che è la forma meno grave, se i valori superano i -2,5 si parlerà di osteoporosi o di osteoporosi grave.
La terapia varia a seconda del grado di osteoporosi e del tipo di paziente.
Non esiste una cura, quindi i trattamenti sono rivolti a fare prevenzione per non peggiorare il depauperamento osseo: innanzitutto con uno stile di vita sano e adeguato, con una corretta alimentazione e con la terapia farmacologica prescritta dal medico.
L’attività fisica, importantissima, verrà fatta con esercizi mirati e progressivi in carico e con resistenza.